Come sta bene ai palermitani...
Telegraficamente, vorrei proporre alcune pacate riflessioni su qusti primi giorni della nuova legislatura.
Sulla composizione del governo non mi dilungherò molto. Nell'insieme la squadra non pare essere di altsimmi profilo. C'è qualche individualità di spessore, ma la media mi pare non eccelsa.
Su Alfano, dico che avendolo consociuto in questi anni, mi sembra un ragazzo intelligente e politicamente avveduto. Mi ha un po' disturbato leggere che la maggior parte delle critiche a lui rivolte si fondavano sulla sua giovane età. ma come? Ci lamentiamo da un pezzo della gerontocrazia italica e ora che c'è un Guardasigilli under 40 ci scandalizziamo. Bah... Aspetto di vederlo al lavoro.
Se devo parlar male di qualcuno, permettetelo, il fatto che nel governo ci sia ancora Scajola (e con quel popò di incarico) è il segno lampante dell'anomalia della nostra politica. Uno che è stato ministro dell'Interno durante il G8 dovrebbe essere, in un Paese normale, un politico morto e sepolto (politicamente si intende). Idem per uno che ha dato del rompicoglioni a un martire dello Stato ucciso dai terroristi. E invece no. Scajola sta là. Domandavtevi perchè.
Tremonti da ministro dell'Economia ha già fallito l'altra volta, quando fu cacciato via dalla sua stessa maggioranza. Viene riproposto. Permettetemi di non essere ottimista.
Su Mara Carfagna ed Elio Vito taccio per carità di patria.
Sacconi è uno in gamba, un socialista, una persona che reputo capace, e mi aspetto che si distingua come il miglior ministro del Berlusconi IV.
Ultima annotazione per il Presidente della Camera. L'abbronzatissimo ex delfino di Almirante oggi s'è presentato con una gaffe niente male. Dai banchi di destra si alzava una caciara che non faceva parlare Di Pietro e Fini ha detto all'ex pm, che chiedeva un suo intervento, che la cagnara dipende da quello che uno dice. Una clamorosa pestatina di cacca. Chissà che non gli porti fortuna.

Auguri a Mara Carfagna, mia coetanea e neoministra. E auguri a li ministri tutti.
«Invito Fini alla prudenza perchè è veramente pericoloso stabilire la gerarchia della gravità tra chi brucia bandiere e l'aggressione a morte di una persona. È una strada pericolosa e la prudenza istituzionale sarebbe consigliabile».
Lo ha detto Rosy Bindi. lo avrei detto anch'io. Forse in un altro, censurabile modo. Poi non stupitevi se quasi non aggiorno più il blog. Il buon giorno si vede dal mattino.
Troppo lavoro, tanti pensieri, una certa stanchezza. E il blog langue. Me ne scuso. Cercherò di riprendere il passo. Intanto, accontantatevi di qualche segnalazione, ho trovato cose interessanti in giro.
Sul 25 aprile, Torietoreri ci racconta quel che ha visto al Tg e pone l'accento su alcuni dettagli cromatici. Arpia sintetizza la vicenda in poche righe, come suo costume, con efficaci riferimenti a candidati che rischiano di vincere le amministrative.
Sulla politica, e in particolare sulla batosta dei communisti, su Libero Arbitrio, Claudio, folgorato sulla via dei cannoli dall'Udc ma ciò malgrado ancora amico mio, propone una riflessione molto originale. Su politica e religione, Kalash segnala un articolo di Gad Lerner, che mi pare degno di attenzione, a cui vi rimando via-Kalash, appunto.
Valerio Pieroni mi chiede di fare un post a sostegno di Francesco Rutelli.
Due considerazioni.
La prima è che se Valerio arriva a chiedere a me (!!) di fare campagna per il sindaco di Roma, vuol dire che gli amici democratici romani hanno seriamente paura di perdere. E questo mi dispiace.
La seconda è che ho sentito più di un romano, anche di centrosinistra, lamentarsi di Veltroni, ma quando si parla della sindacatura di Rutelli, invece, sento sempre commenti positivi.
Io a occhio e croce lo voterei volentieri Rutellone. Se c'è un pazzo a Roma, tanto pazzo da farsi convincere dall'endorsement di questo blog, voti Cicciobello. A Valè, io, meglio di così...
Sarebbero bastati tre giorni tre ad Antonio Di Pietro per buttare la maschera, far carta da culo degli accordi pre-elettorali con Uòlter e annunciare (pare) che l'Idv nel gruppo parlamentare unico non ci va. Troppo ghiotti i quattrini pubblici che si possono suggere dalla generosa mammella finanziata coi soldi miei e vostri, costituendo gruppi parlamentari autonomi. Il che è molto, molto nel personaggio Di Pietro. Ma di questa, come delle precedenti, i suoi elettori, quelli duri e puri che vogliono legalità, trasparenza e bla e bla e ancora bla, non si accorgeranno. Sono troppo impegnati a spulciare il blog di Beppe Grillo.
Update
Il silenzio, o meglio l'accondiscendenza del Partito democratico a tale notizia è davvero un pessimo, pessimo, pessimo biglietto da visita sul fronte della credibilità verso il proprio elettorato. Uòlter, serietà, per favore.
Facciamocene una ragione
Aggiornamento, poche riflessioni:
1) Minchia, di nuovo Berlusconi...
2) Vivo in un Paese dove TRE MILIONI di persone votano per la Lega
3) Marco Rizzo, Pecoraro Scanio & C. ora avranno un saaacco di tempo libero per andare ai cortei
4) Uòlter ha risucchiato tutti i voti possibili a sinistra ma non ha sfondato dall'altra parte come sperava. L'elettorato di centrodestra non si schioda. E' più facile che cambino mamma o squadra di calcio.
5) Minchia, di nuovo Berlusconi...

Vivere in un mondo diverso sarebbe una gran cosa. Ma ahinoi, bisogna guardare in faccia la realtà e fare i conti con le cose per come le cose stanno. La testimonianza in politica, la coerenza del duro e puro, è una bella cosa. Certi sistemi elettorali proporzionali consentono di mantenerla viva. Certi altri no. Il porcellum, nella fattispecie, sicuramente no.
Nel momento in cui si scontrano un fronte democratico e uno populista, con un sistema elettorale di questo genere, un finto proporzionale che il premio di maggioranza traforma nel peggior maggioritario possibile, il voto di testimonianza, la croce sull'outsider, si traduce in una cosa, e in una soltanto: un gran favore allo sfidante del grosso partito più vicino al micropartito per cui si vota.
Possiamo girarci attorno per dieci ore, ma i fatti restano fatti. Votare il Partito socialista oggi significa togliere un voto all'unico sfidante in grado di battere Berlusconi. Ergo, significa fare un favore a Berlusconi. Lo stesso grosso favore che il cattolico liberaldemocratico che Berlusconi non lo voterebbe manco sotto tortura, magari in passato elettore margheritino, fa al Cavaliere disperdendo il voto per l'Udc.
Dopodomani, insomma, alla fine della fiera, faremo i conti. Ci faremo un'idea di quante regioni Berlusconi avrà vinto al Senato, grazie ai duri e puri che voteranno Ps, che lasceranno il Pd per votare il partito del segretario Cesa e del vicesegretario Cuffaro, che non se la sentiranno di "votare per la Binetti", che se ne resteranno a casa perchè "tanto sono tutti uguali". E ci sorprenderemo a scoprire che dietro Pdl e Pd, il terzo partito italiano sarà il PdT. Il partito di Tafazzi.