

Un affezionato e prezioso lettore di questo blog scrive al sottoscritto in un commento:
Solo una piccola domanda volevo farti: ma tu non hai sempre piu' l'impressione che ci stiamo ritrovando in una fase che precede immediatamente il crollo del sistema (che in questo ciclo storico e' coinciso con una persona)?
Io ti dico, personalmente, che la belva mi sembra che cominci ad accusare i colpi, un po' come Craxi che, se ricordi, all'inizio liquido' Mario Chiesa come "un mariuolo", 3-4 mesi dopo gia' non scherzava piu'.
Che te ne pare? Io dico che il 2009-2010 potrebbe essere come il 1992-93. Non hai anche tu la stessa sensazione?
E anche in questo caso il satrapo sarebbe vittima di un attacco ben orchestrato da parte di nemici sottovalutati nel suo delirio di onnipotenza, che lo ha portato a cagare abbondanetemente fuori dalla tazza (come successa sia a Craxi che, in altro ambito, a Moggi).
Ti pare uno scenario immaginabile?
Mi ha fatto impressione leggere questa domanda proprio oggi.
Perchè proprio oggi, e solo oggi, nella mia mente ha cominciato a farsi strada lo stesso pensiero. Fino a ieri mi dicevo che era l'ennesima burrasca e che alla fine, come sempre, di riffa o di raffa, l'Unto se la sarebbe cavata.
Eppure oggi, leggiucchiando i giornali, ho cominciato a convincermi che forse siamo davvero all'inizio della fine del Berlusconismo. Ci metto davanti un "forse" grande quanto una casa, perchè l'uomo ha mille risorse (e non solo in termini di euro utili ad acquistare cose e/o persone) e ha più vite di un gatto. Però, l'impressione che il giocattolo si vada rompendo, un po' affiora. Quello che invece non affiora è l'alternativa, è ciò che dovrebbe venir dopo il berlusconismo e prenderne il posto.
Il parallelismo col '92-93 del mio amico africano mi fa pensare a cosa accadde allora. Ci sbarazzammo del quadripartito ma non assendoci un'altrenativa matura per governare il Paese (il centrosinistra non esisteva ancora, ma avevamo la gioiosa macchina da guerra dell'Achille, ricorderete), ci risvegliammo con Berlusconi. Ora, siccome al peggio evidentemenete non c'è mai fine, spero nel passaggio di paradigma, almeno stavolta, non ci perderemo. Ma la speranza è flebile.