diagonal corner banner web design tool
Il voto al tempo dell'oligarchia | parole corsare

parole corsare

Pensieri, parole, opere e omissioni di un giallista
mercoledì, 24 giugno 2009

Il voto al tempo dell'oligarchia

La storia del referendum fallito e le spiegazioni che leggo a destra e manca mi lasciano parecchio interdetto.
Primo: non vedo di cosa dovremmo stupirci: sono quasi 15 anni che un referemndum non raggiunge il quorum.
Secondo: questo referendum in particolare è stato completamente ignorato dai media e oscurato dalla partitocrazia, a parte Guzzetta non ne sapeva niente nessuno (meglio così, era pessimo).

Mi lasciano perplesso alcune spiegazioni semplicistiche dell'accaduto. Una molto in voga è che il refrendum era troppo tecnico o trattava di temi lontani da quelli che interessano la gente, ma è una spiegazione palesemente insoddisfacente: al referendum maggioritario/proporzionale del '93 si andò a votare in massa.

La "lontanazna" dell'argomento è uno dei motivi, ma solo uno. E il fatto che del referendum non si sia parlato affatto è anch'esso solo uno dei motivi. D'altronde solo poco tempo fa per i quattro referendum sulla procreazione assistita malgrado la campagna di stampa di dimensioni immense lanciata da tutti i più grandi quotidiani italiani uniti sul fronte laicista e malgrado ore di trasmissioni televisive, andò a votare solo un elettore su 4, un paio di punti percentuali rispetto a stavolta.

Credo che ai due motivi citati sopra ne vadano aggiunti almeno un altro paio.
Uno è l'inflazione da referendum.
Il solo Pannella ce ne ha fatti sorbire seimila in dieci anni. Alla lunga la gente si stanca e l'istituto, quando viene scomodato per temi sentiti come del tutto marginali dall'elettorato, si svilisce
Un altro, del quale mi pare poco si parli, è la sistematica violazione da parte della partitocrazia di quanto deciso dagli eletori in sede referendaria.
Ve lo ricordate quando si votò per abolire il ministero dell'agricoltura (decisione strampalata, ma così fu)? Loro l'indomani ti inventarono il ministero per le risorse agricole. Allora si abrogò anche quello e loro lo ribattezzarono ministero per le politiche agricole. Oppure il finanziamento pubblico ai partiti, fatto uscire dalla porta e fatto rientrare, peggio di prima, dalla finestra. E' inevitabile che in questo modo la gente perda la fiducia nell'istituto refreendario.

Poi c'è il terzo motivo, che spiega il calo dell'affluenza anche alle recenti amministrative.
E' il calo di fiducia dell'elettorato enelle istituzioni.
E' lo scollamento che c'è tra gente e politica.
Uno scollagemnto che le liste bloccate e il Parlamento dei nominati hanno esasperato.

Oggi la gente non elegge più i parlamentari, dice solo sì o no alle decisioni assunte da un pugno di oligarchi.
I parlamentari non hanno nessuna legittimazione, sono soldatini in mano al ricatto di chi ne ha deciso l'elezione e ne può decidere l'esclusione dalle liste.
In parlamento non si vota più, le leggi si fanno o convertendo i decreti del governo o votando ordinati la fiducia posta dal governo.
O si scardina questo sistema oligarchico o alle urne vedremo sempre meno gente. E non solo per i referendum.
partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 10:25 | link | commenti
categorie: politica, attualità

Commenti

Chi sono

Utente: holdenC
Nome: Salvo Toscano
Papà, giornalista e giallista. Creatore dei fratelli Corsaro.

Bio-wiki-grafia

I miei romanzi

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


My blog is worth $53,631.30.
How much is your blog worth?

Ritratti

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte