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politica | parole corsare

parole corsare

Pensieri, parole, opere e omissioni di un giallista
giovedì, 12 novembre 2009

senza vergogna

Volevo scrivere qualcosa su questa riforma salvasilvio che ci stanno per far deglutire. Ma mi viene da vomitare.
partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 12:32 | link | commenti (1)
categorie: politica, attualitĂ 
mercoledì, 11 novembre 2009

questa boniver

Il fatto che la proposta (indecente?) di riesumare l'immunità parlamentare (all'indomani dell'accordicchio tra il Cav e il "duro e puro" Fini per far morire i processi di Silvio) arrivi dalla sempreverde Margherita Boniver, e il fatto che ci sarà, alla fine, una maggioranza pronta a darle seguito (che farà il Carroccio?), mi ha riportato alla memoria una perla, che subito ho trovato cercando su youtube. Mostra un attuale ministro, statista di peso e raffinato pensatore, dira la sua, all'epoca, proprio alla Margherita Boniver, all'epoca epsonente del Psi. Buona visione.

 

 

partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 17:45 | link | commenti (2)
categorie: politica, attualitĂ 
sabato, 07 novembre 2009

rapiditĂ  e lentezza

Il governo si sta dando da fare con grande rapidità e decisione su un paio di punti importanti.
Berlusconi sta stringendo i tempi per dare il colpo di grazia all'unica voce di dissenso rimasta in tv, cacciando il direttore di Rai Tre Ruffini, persona che ha ottenuto ottimi risultati per la rete. Ma pare che in questa pratica potrà trovare sponda in un insospetabile alleato, il neosegretario del Pd.
L'altra pratica su cui il Cavaliere, uomo del fare, e i suoi collaboratori-ministri sono al lavoro è un bel provvedimento che faccia finire al più presto i processi in cui Berlusconi è imputato per fargli schivare con un'altra legge ad personam la condanna. Un film già visto che si appresta a essere replicato.

Un governo che marcia rapido e spedito. Ma che chiede di "pazientare" a malati di sla che non possono muovere un dito e vivono una tragedia quotidiana insieme alle loro famiglie abbandonate dallo Stato.

Ps Fuori tema: Palermo sta annegando nella munnizza. Non potete immaginare in che condizioni è ridotta la città. Siamo ormai al livello del Terzo Mondo. E sentitamente ringraziamo chi ci governa, a tutti i livelli.
partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 10:22 | link | commenti (4)
categorie: politica, diritti umani, attualitĂ 
giovedì, 05 novembre 2009

esegesi di una provocazione

Poche parole disordinate per approfondire il post provocatorio di ieri, anche alla luce dei preziosi commenti che ho letto qui.
Con quel post intendevo dire sostanzialmente due cose.

La prima è che la motivazione dei giudici della Corte di Strasburgo si muove da un argomento che spalanca la porta a un delirio senza fine. Dire che l'adozione di un qualcosa che abbia un'origine religiosa in un contesto pubblico comporta una discriminazione o un fastidio o un'offesa per qualcuno porta dritto dritto, usando questo metro, alle assurdità che ho scritto ieri, dall'abolizione del Natale alla soppressione della domenica.
I giudici italiani che si erano espressi in passato su questa questione avevano messo in risalto come la croce sia un simbolo metareligioso. Nessuno mette in dubbio, e ci mancherebbe, che la croce sia un simbolo religioso. Ma i valori che essa rappresenta travalicano la religione e si fondono con la storia, la cultura e la tradizione, diventando un tutt'uno con essa, esattamente come accade per la domenica o per il Natale. Negarlo porta dritti alla profezia di Chesterton che ho riproposto in sede di commento: verrà un giorno in cui affermare che le pietre sono pietre sarà considerato un dogma.

La seconda cosa che volevo dire facendo riferimento alle bandiere nazionali di cinque Paesi dell'Unione europea che espongono la croce cristiana è che la materia della laicità, come peraltro in passato altre sentenze della stessa Corte avevano ammesso, non può essere oggetto tout court di regolamentazione comunitaria, perchè ogni popolo, ogni cultura, ha verso di essa un approccio diverso con gradazioni che cambiano da Paese in Paese. In Francia una maestra non può portare il crocifisso, una cosa che in altri Paesi europei sarebbe considerata una palese violazione della libertà religiosa e che invece è ritenuta tollerabile in quel Paese. Viceversa ci sono Paesi europei dove esiste (o esisteva fino all'altroieri) il concetto di religione di Stato. E in Gran Bretagna il Capo dello Stato è anche il Capo della Chiesa anglicana. Pretendere di regolare cose di questo tipo dalla capitale burocratica d'Europa è semplicemente grossolano.

Ultima cosa, che non si evinceva dal post e che vale la pena specificare.
A me che ci sia o no un simbolo appeso a un muro, da cristiano, poco importa.
Quello che vorrei vedere nelle nostre scuole, nei nostri uffici, nei nostri palazzi del potere, più che il crocifisso è il Cristo. Il suo insegnamento, la sua lezione d'amore, di rettitudine e di giustizia.
Se i cristiani per primi non lo tengono a mente, finisce che stiamo a discutere soltanto di un po' di pezzi di legno.
partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 13:21 | link | commenti (9)
categorie: politica, religione, diritti umani, attualitĂ , cattolici del blogsenso
mercoledì, 04 novembre 2009

solo i crocifissi? e perchè non il Natale?

 La sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ordina all'Italia di staccare i crocifissi dalle classi è un passo in avanti verso l'affermazione della laicità dello Stato. Finalmente si pone un freno alla violazione della libertà religiosa e della libertà di non professare alcuna religione.

Però, e mi stupisce che una Bonino, un Rodotà o un Odifreddi, oggi non ne parlino, è chiaro che siamo ancora all'alba.

Questa sentenza non basta. È una goccia nel mare e impone a tutti di affrontare una volta e per tutte problemi seri e improcrastinabili.

Il Natale, per esempio. Come si può nel 2009 continuare a vessare bambini e adulti imponendo loro come festività collettiva una festività religiosa? Non basta certo vietare il presepe nelle scuole, come già qualche solerte preside ha fatto. È ora di abrogare questa festa. Se la festeggino i cristiani a casa loro.

Se poi vogliamo salvaguardare il diritto alle ferie di tutti, allora per lo meno cambiamole il nome in “Giornata transnazionale dello scambio dei doni”. Qualcuno in Europa si muova.

Più complicato sarà salvare l'8 dicembre. Quel giorno, io, cristiano, cattolico, apostolico romano farò festa. Ma trovo che sia umiliante per tutti i non credenti, per i credenti non cristiani e per gli stessi cristiani non cattolici che non credono nel dogma, recente e controverso dell'Immacolata concezione di Maria.

Trovo che sia giusto, a quel punto, che l'8 dicembre, quanti non professano la religione cattlica se ne vadano a lavorare, senza patire l'umiliazione di una vacanza che ferisce il loro senso di laicità.

A meno che non si voglia salvare in extremis la giornata di vacanza, cambiando però l'intitolazione della festa con qualcosa di laico, aconfessionale e politicamente corretto.

Per esempio, l'8 dicembre potrebbe essere la festa dei culi sodi.

E c'è ancora la spinosa questione della domenica. Continuare a imporre a tutti il riposo settimanale nel giorno della resurrezione di Gesù Cristo, un fatto metastorico senza alcun fondamento scientifico, è un'umiliazione per ogni spirito libero che non si può più tollerare.

Perchè non riposarsi i venerdì, come i musulmani? O il sabato come i fratelli ebrei? O un giorno a cazzo di cane quando uno ne ha voglia, come sarebbe giusto? E se proprio vogliamo convenzionalmente mantenere il riposo nel settimo giorno, potremmo almeno cambiargli nome, togliendo quel riferimento al “giorno del Signore” che, per citare la Corte europea, è “fastidioso per quelli che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei”.

Si potrebbe mutuare dalle lingue germaniche la dicitura di “Giorno del Sole”. O magari, visto che la domenica è importante per lo più perchè si gioca a calcio, lo si potrebbe chiamare “Pallonio”, per esempio.

Venerdì, sabato e pallonio non suona male, in effetti.

Insomma, c'è ancora tanto da fare.

E lo sa bene Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia che ha presentato il ricorso alla Corte di Strasburgo.

Già, la Finlandia. Che fa parte dell'Unione europea. E che la croce la espone addirittura nella bandiera.

È ora che finnici, svedesi, danesi, greci facciano sentire la propria voce contro questa palese violazione della laicità: una croce addirittura nella bandiera nazionale. Dai sessanta milioni di britanni, poi, che devono sopportare niente meno che una triplice croce nel proprio vessillo nazionale, è lecito aspettarsi un'insurrezione popolare.

partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 09:31 | link | commenti (20)
categorie: politica, religione, cazzeggio, diritti umani, attualitĂ , cattolici del blogsenso
venerdì, 30 ottobre 2009

guardoni virtuali e diritto di cronaca

Credo che con la "ricostruzione" del video di P.M. ieri sera da Santoro si sia toccato un nuovo picco del nazional-guardonismo. Mi chiedo chi riuscirà a cadere più in basso nel torneo del giornalismo-monnezza. Ma ho già in mente un paio di candidati.

partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 15:23 | link | commenti (2)
categorie: politica, giornalismo, attualitĂ 
mercoledì, 28 ottobre 2009

un governo che affronta i problemi

La situazione è questa. Le famiglie italiane sono alla canna del gas. Spendono più di quanto guadagnano. Si salvano mangiandosi irisparmi di una vita. Fin quando ce n'è. Poi saranno cazzi loro.

Le imprese chiudono o boccheggiano. Staccano fatture che vengono saldate a 18 mesi ma già il mese successivo devono pagarci l'Iva. A uno Stato dal quale magari attendono pagamenti per una barca di soldi, visto che uno dei peggiori pagatori d'Italia è proprio la pubblica amministrazione.

Intanto 400 mila giovani vengono espulsi dal mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione dei giocvanissimi sarebbe ormai al 24 per cento.

E il governo?

Il governo aspetta che la buriana passi. E intanto cerca di incantare i topi  come il pifferaio magico recitando il mantra della sicurezza. Solo che, a proposito di sicurezza, poi arrivano i poliziotti a spiegare come stanno le cose. Fondi tagliati e boiate tipo le ronde a buttare polvere negli occhi. Magari aizzando la gente contro il nuovo Nemico. Gli immigrati. Senza i quali l'Italia andrebbe a picco.

Insomma, ci sarebbe da prendersi una gran bella incazzatura.  di fronte a un governo che cincischia mentre il Titanic affonda.

E invece, leggendo bene i giornali, uno scopre che il governo è al lavoro. Alacremente. Per salvare il Cavaliere dai processi dopo la bocciatura del lodo Alfano. Leggete e ammirate. Sarà vero? Sarà il solito "Festival della calunnia". Si attende il prossimo show televisivo di Silvio, in studio o dal suo letto di dolore, per saperne di più.

partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 13:42 | link | commenti (2)
categorie: politica, attualitĂ 
martedì, 27 ottobre 2009

rutelli, il pd e la vocazione minoritaria

Non molti giorni fa avevo scritto di come le posizioni di Francesco Rutelli e Gianfranco Fini fossero speculari. E di come quegli stessi sinistrorsi che riconoscono a Giannfranco Fini coraggio e autonomia quando si sposta dalle sue posizioni originarie per dire qualcosa che li trova d'accordo, siano molto propensi a sputare addosso a uno come Rutelli quando fa la stessa identica cosa, ma a casa loro. Se fate un giro su Internet tra i tifosi di Berlusconi leggerete su Gianfranco Fini gli stessi identici commenti, le stesse identiche parole che da sinistra, da un bel pezzo, piovono su Rutelli. Vai via, vattene dall'altra parte, trasformista, opportunista, etc.

Fini però non se ne va. Resta dov'è, costringendo il Berlusca a fare summit con lui, autentiche forche caudine per uno che ha una concezione della politica come quella del Cavaliere. Fini e la sua pattuglia di “destrosi atipici” restano dove sono. Consentendo in questo modo a quella fetta di elettorato liberale rimasta sotto le insegne del Pdl, di continuare a votare per un grande partito populista. Berlusconi, malgrado il mal di pancia, lo sa, lo capisce, e se lo tiene dentro. Perchè Berlusconi è uno che vuole vincere. Che ha innata quella “vocazione maggioritaria” teorizzata da Veltroni e rimessa in soffitta nel nuovo corso del Pd. Che invece si ispira all'esatto contrario. Alla vocazione minoritaria, sempiterna e inguaribile, della sinistra italiana. Che di essere minoranza, e qui mi viene da pensare a una famosa scena di Caro Diario, si compiace. Cullandosi nel mito della superiorità morale con annessi e connessi. Intanto, così, si fa scappare la gente. Non Rutelli, che è uno. Ma un certo elettorato, che all'inizio aveva creduto ai buoni propositi del progetto. E ora invece si ritrova a fare anticamera per entrare nel Nuovo Grande Pds.

S'io fossi Bersani, prima di fare andare via Rutelli, che è uno dei fondatori del Pd, il leader di uno dei due partiti che si sono sciolti per dar vita al Partito democratico, farei qualcosa. Lo sfiderei, lo metterei quasi con le spalle al muro. Lo farei uscire allo scoperto dimostrando che ha torto, che non è vero che chi ha una visione liberaldemocratica non può trovare i giusti spazi nel partito. Che le sue sono argomentazioni pretestuose per andare a flirtare con Casini e Cuffaro. Per farlo in modo credibile, il compagno Bersani potrebbe fare una cosa. Solo una. Chiamare Rutelli e dirgli: a Fra', vieni a fare il mio vicesegretario. E combatti le tue battaglie da dentro il partito, se hai il coraggio. A quel punto, la sua uscita dal partito potrebbe essere salutata con una legittima pernacchia..
 
partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 14:35 | link | commenti (8)
categorie: politica, attualitĂ 
martedì, 27 ottobre 2009

e dopo le dimissioni dimentichiamoci quel nome

Il governatore quasi dimissionario del Lazio ha fatto una serie enorme di minchiate. E poi è stato vittima di un reato. Ora la sua vita è distrutta. Lui ha fatto il mezzo passo indietro e fra un po' lo farà per intero, dimettendosi. Da quel momento in poi, secondo me, il suo nome andrebbe dimenticato. E mai più fatto in pubblico. Per rispetto alla sua famiglia, in primis. Non è il grande fratello. È vita vera. Sono persone in carne e ossa. E nel momento in cui il governatore si sarà dimesso e avrà abbandonato la politica avrà pagato il suo prezzo e resterà un uomo qualunque, con la vita a pezzi e un rimorso grande quanto il mondo. Credo gli basti questo, senza bisogno delle sbirciate dal buco della serratura della nuova genìa dei moralisti un po' guardoni.

partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 11:12 | link | commenti (3)
categorie: politica, attualitĂ 
lunedì, 26 ottobre 2009

e ora partirĂ  il grande esodo?

Al voto nei circoli del Pd avevano votato, se non sbaglio, 800 mila persone. Se ciascuno di loro è tornato a votare al gazebo e si è portato due persone, si ha grosso modo il titoale dell'affluenza. E il fatto che il risultato dei gazebo sembra essere quasi sovrapponibile a quello dei circoli (con qualche aggiustamento pro Marino, leggi voto di opinione) confermerebbe questa lettura.
Ora vediamo un po'. Sono curioso di sapere uanti giorni aspetterà Rutelli prima di salutare e andaresene.

Secondo La Stampa sarebbe questione di giorni. La conta di quelli che ci stanno è già iniziata.
Il suo movimento avrebbe già una sede, nel centro di Roma ed è molto probabile che Rutelli tiri le sue conclusioni già domani a Milano, dove è prevista una nuova presentazione del suo libro "La svolta, lettera ad un partito mai nato". Accanto a lui ci saranno anche Massimo Cacciari, John Lloyd e il presidente della provincia di Trento Lorenzo Dallai, un altro dei potenziali co-fondatori della nuova formazione.
...
Nel "traghetto" di Rutelli dovrebbero confluire alcuni parlamentari del Pd (Lusi, Vernetti, probabilmente l`ex ministro Lanzillotta), un fresco ex Pdl come Giorgio La Malfa,i più irrequieti tra i parlamentari dell`Italia dei Valori che già da tempo sono in cattivi rapporti con Antonio Di Pietro.

Sono curioso di sapere, inoltre, quanti mesi resisteranno gli ex popolari in un partito che sta nel gruppo socialista europeo, che ha un segretario forte dell'endorsement della Cgil che ci tiene a sottolineare che il suo è un partito "di sinistra" e che pensa a un quadro politico in cui i voti dei moderati li deve portare un partito alleato e non il Pd stesso.

Lo stesso articolo della Stampa citato sopra, riporta passaggi interessanti, al riguardo.
...un personaggio come Giorgio Merlo, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, è esplicito:
«Se qualcuno pensa che il futuro del Pd sia la semplice riedizione del Pds con qualche aggiunta cattolica o un soggetto politico il cui tratto comune è una forte accentuazione laicista, in entrambi i casi le fibrillazioni potrebbero avere conseguenze imprevedibili».

Insomma, credo che nei prossimi mesi vedremo tante novità nel panorama politico nazionale.
Chissà quanto ne saranno affascinati gli italiani che in massa stanno perdendo il lavoro in queste settimane.
partorito dalla stanca mente di holdenC alle ore 13:25 | link | commenti (14)
categorie: politica, attualitĂ 

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Utente: holdenC
Nome: Salvo Toscano
PapĂ , giornalista e giallista. Creatore dei fratelli Corsaro.

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